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Google Earth 5.0 Beta


Google ha presentato l'anteprima della nuova versione di Earth 5.0, il suo software che permette di esplorare ogni meandro del globo. Tra le possibilità del software vale la pena segnalare la possibilità di visualizzare - sotto forma di livelli - le indicazioni relative ai luoghi più interessanti, ai monumenti storici, alla ricostruzione tridimensionale di edifici.
La nuovissima versione di Google Earth, ancora in beta, si arricchisce di ricostruzioni storiche, di mappe tridimensionali di Marte e, in ultimo, della possibilità di solcare le acque degli oceani con una sorta di sottomarino virtuale.

Il software è in grado di dimostrare all'utente l'evoluzione delle città e delle periferie nel corso degli anni. Grazie ad un archivio storico, è possibile verificare come sia cambiato il proprio quartiere od altri luoghi a noi familiari.

E' possibile visitare i fondali marini con tutti i loro segreti.

La versione beta di Google Earth 5.0 è scaricabile al seguente indirizzo: http://earth.google.com/index.html

Google digitalizza le opere del Museo del Prado


L'universo digitale di Google continua la sua espansione; l'azienda della Big G pare voglia catalogare, archivare e conservare lo scibile umano, come una Biblioteca d'Alessandria dell'era digitale. L'azienda ha presentato, grazie all'utlizzo della tecnologia di Google Earth, la visita virtuale del Museo del Prado di Madrid.
Google fa sapere che con questa nuova applicazione è possibile 'navigare tra le riproduzioni dei capolavori del Prado osservandoli fin nei minimi dettagli, come il tocco delle pennellate o le crepe nella vernice. Le immagini di queste opere hanno una definizione di circa 14.000 milioni di pixel, ovvero circa 1.400 volte superiore rispetto a quella di una fotocamera da 10 megapixel. Inoltre su Google Earth potrai vedere una spettacolare riproduzione in 3D del museo'.
Per accedere all'applicazione è necessario solo Google Earth, con attivata la visualizzazione 3D degli edifici. Visualizzando il Prado, sarà disponibile un sommario delle opere archiviate. Il lavoro di digitalizzazione è stato lungo, una società spagnola, la Mad Pizel ha lavorato per più di tre mesi scattando migliaia di piccole foto per ogni quadro, come se fossero dei piccoli pixel, per poi riunirle in un unica immagine con una rispoluzione di 14 milioni di pixel.

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